Canto alla luna

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Impruneta: raku alla fornacina

Nuovo progetto del team di artisti e artigiani guidato da Enzo Forzieri

 

Si è svolta lo scorso martedi 10 agosto la festa di cottura del primo raku imprunetino. L'iniziativa, da un idea di Enzo Forzieri in collaborazione con Present Art, si pone nel solco del progetto “Canto alla luna” e ha l'obiettivo di valorizzare l'innovazione nella tradizione del cotto dell'Impruneta.

Il raku o raku-yaki (楽焼) è un'antica tecnica ceramica giapponese inventata da un artigiano Coreano addetto alla produzione di tegole dell'epoca Momoyama (XVI secolo d.C.).

Il termine giapponese raku significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere e deriva dal sobborgo di Kyōto da cui veniva estratta l'argilla.

Per realizzare il raku è necessario un particolare tipo di forno dove la temperatura sale a 950 °C - 1000 °C, che, per l'occasione, è stato realizzato da due artigiani imprunetini: Mauro Braschi e Emilio Puccioni, in collaborazione con il ceramista Sergio Ricceri che si è occupato anche della modellazione e della cottura degli oggetti. Ha partecipato anche il pittore torinese, Santo Tomaino, che ha decorato alcuni pezzi.

Da pochi anni introdotta anche in Occidente, la tecnica raku consente di ottenere particolari riflessi metallici e la singolarità del processo di produzione ne fa una tecnica emozionante e unica.

Dopo essere stato modellato, l'oggetto in argilla refrattaria viene cotto una prima volta tra 950-1000 °C. E' poi decorato utilizzando ossidi e smalti. Con la seconda cottura (il raku vero e proprio) il pezzo incandescente viene tolto dal forno e deposto in un contenitore di metallo riempito in parte di segatura che, oltre a bruciare, soffoca il pezzo provocando una “riduzione” (shock termico). E' in questa fase che emergono gli effetti metallici e cangianti.

L'oggetto viene poi immerso nell'acqua e pulito per eliminare i segni della combustione e far emergere l'iridescenza e la brillantezza della decorazione.

Durante la serata di cottura del raku sono state prodotte ciotole, vasi e piatti ed è stata sperimentata anche la realizzazione di una ceramica raku utilizzando esclusivamente l'argilla dell'Impruneta.

 

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